Niqab o nekab

C' era una volta un gruppo di donne algerine analfabete, timide, completamente velate.


incredibile che abbia mai sentito è quella del cocchiere Salim, che perse la parola. E, se non l'avessi visto con i miei occhi, non ci avrei mai creduto. Tutto cominciò nell'agosto del 1959, in uno dei quartieri più vecchi di Damasco. Ero alla ricerca di una storia fantastica e sensazionale, ed ero certo che là avrei potuto trovarla, perchè in nessun luogo si sanno raccontare le storie come in questa città.
Un giovanetto e una fanciulla schiava andavano a scuola insieme e il ragazzo si innamorò della ragazza, d’amore ardente. Un giorno, mentre gli altri ragazzi non badavano a loro, prese la lavagna della giovanetta e vi scrisse questi versi:
Dicono che, quando nacqui, mia madre
Mi insegnò teneramente ad attaccarmi al seno,
E ogni notte seduta accanto alla culla
Vegliando mi insegnò a dormire.
Sorridendo mi sfiorò la bocca con la sua,
E mi insegnò ad aprire questo bocciolo.
Mi prese per mano e mi fece posare un piede davanti all'altro,
Finchè non mi insegnò a camminare.
Prima un suono, poi l'altro, mi mise le parole in bocca,
Insegnandomi a parlare.
Perciò la mia vita è parte della sua
Finchè vivrò, ella mi sarà cara e preziosa.
Durante un viaggio nel deserto Giuha aveva mangiato e bevuto, ma, a causa del caldo, aveva consumato tutta l'acqua e il cibo che gli era rimasto, saporito e piccante, gli faceva venire ancora più sete. Cercando da bere, trovò la tenda di un beduino e allora chiese al suo proprietario un po' d'acqua.
donne possono essere potenti e spietate. Gli ordinò di andare al mercato e di comperare un pesce. Quando il ragazzo ritornò con il pesce, lei lo nascose sotto le vesti e insieme si recarono nei campi dove il marito stava arando per portargli il pranzo di mezzogiorno. Mentre il marito mangiava la moglie disse: "Stanotte ho fatto un sogno, sognavo che avremmo fatto una bella festa", poi di nascosto mise il pesce in un solco. Finito il pranzo, l'uomo riprese il suo lavoro mentre lei e il fratello si incamminavano verso casa. "Venite qui" gridò, guardate che cosa ho trovato, Dio ci aiuti, ho trovato un pesce nel solco. Vai a casa prepara tutto, invita i vicini, faremo una bella festa". "D'accordo" disse la moglie. Andò a casa, cucinò il pesce, se lo mangiò con il fratello e nascose le lische. Quando il marito tornò a casa con gli invitati, chiamò la moglie e le chiese se aveva preparato tutto. La moglie si finse stupita e disse: " Hai forse comprato cibo e bevande? Con che cosa volevi festeggiare?". Ma non, ti avevo dato quel pesce che ho trovato nel solco mentre stavo arando?", gridò il marito. La donna si rivolse ai vicini: "Vi prego aiutatemi quest'uomo è impazzito, avete mai sentito che si trovino pesci nei campi?". I vicini le diedero ragione e legarono il marito. "Gettatelo in cantina" disse la donna "in modo che non mi possa far del male". I vicini eseguirono e se andarono. 
Se il demone fosse uscito dalla lampada
e mi avesse detto: Eccomi,
hai un minuto solo,
scegli tutto ciò che vuoi
di granati e di smeraldi,
io avrei scelto i suoi occhi
senza esitazione.
illustrazione: http://www.farid-benyaa.com/
ano danze che simulavano la fertilità e l’origine della vita mediante movimenti e ondulazioni del ventre.

Affida il tuo cammello alla provvidenza di Dio,
è la festa islamica che segna la fine del Ramadan, si celebra la " Rottura " cioè il termine del periodo di digiuno e dura 3 giorni. Si chiama anche " Id al-Saghir" ( festa minore) per distinguerla dalla "grande festa ", Id al-kabir o “Aid al-Adha” che avviene circa 2 mesi dopo. La notte prima della festa le donne rimangono sveglie, finiscono di preparare i dolci per il grande pranzo del giorno dopo e cuociono tanti tipi di focacce e di pane tra cui il "baghrir " una pagnotta morbida , sottile come una pizza, fatta con acqua , farina, uova e lievito. In Marocco le donne usano farsi dei bellissimi disegni sulle mani e sui piedi con l’hennè. Prima che arrivi l’alba e che sorga il sole si fa l’ultimo pasto del periodo di Ramadan con fichi, datteri, miele, frittelle, burro, latte e tè. La giornata festiva inizia con la grande preghiera comunitaria che si tiene nel luogo di riunione più importante di ogni città islamica, all'aperto o nella moschea principale. In questa occasione ognuno indossa gli abiti migliori e partecipa con tutta la sua famiglia alla preghiera comune Questo momento di riunione collettiva è seguito da visite ad amici e parenti, da scambi di doni e da riunioni per pranzo e cena. Le strade sono illuminate, i negozi e i bazar sono pieni di dolci, paste e cartoline festive che è costume scambiarsi in queste occasioni. In questo giorno si fa anche l’elemosina, o al-zakat, che è uno dei cinque pilastri dell’islam:un precetto religioso che sottolinea l’obbligo di solidarietà dei ricchi nei confronti dei poveri.